domenica 5 giugno 2011

in pace

piove fuori. e tu sei chilometri di pelle addosso. infinite strade da percorrere. asfalto bagnato sotto i miei piedi nudi. dalla terra al mare. fino a non avere più sete. fino a sentirmi in pace.

domenica 6 marzo 2011

sabato 5 marzo 2011

Scottex

Ritz, estathe alla pesca e lacrime.
Che a volte si va cercando nel cibo
quello che non si trova in sé
e nelle persone.

giovedì 17 giugno 2010

Quello che sei

Lascio che mi scivoli tra le labbra il suono del tuo nome. Il suono delle sillabe (poche) che mi rimbalza in gola e tra i pensieri. Nello stomaco. Come un brivido. Come un crampo. Come una vertigine. Quello che sei. Vapore e luce. Nulla che non sia destinato a svanire all'alba. Al risveglio. L'eco del sogno che si è spento, ma come fuoco tra la cenere continua a bruciarti addosso. Danzano sulle dita di una mano i suoni dei tuo nome. Le tue dita sul mio collo. Cenere. E brace.

mercoledì 9 giugno 2010

E poi ha cominciato a nevicare

Erano lì, dentro a un film, e a loro volta si trovavano dentro il set di un film.
Lui aveva appena detto che in quel posto così caldo e sempre pieno di sole sentiva la mancanza della neve.
E poco dopo, come per magia, sul set di quel film [quello dentro al film] ha cominciato a nevicare. Una neve finta, artificiale, spumosa e appiccicosa, ma neve. Era neve.
Come se bastasse desiderare qualcosa per far sì che quello piova - o nevichi - giù dal cielo.
Che, poi, cos'è meglio? Il sole tutto l'anno quando vorresti solo un po' di freddo in più per raggiungere gli 0 gradi centigradi, o un po' di neve finta mentre sei in maniche corte?
Non scervelliamoci troppo sulla domanda. Ognuno sa qual è la [sua] risposta.


martedì 27 aprile 2010

Grazie

Potrei mettermi a giocare coi se. Invece di arrossire e respirare il vento. Il vento che sussurra i non detti e poi li porta lontano.
Vagamente sorrido a questa sera che allunga le sue gambe lunghe lungo i binari del treno.
Posso sorriderti. Perchè conosco i se. Se fosse stato sarebbe stato bello. Senza se. Ma non è.
Ti lascio volare via. Lascio i nostri se al vento. Alla prima stella della sera. E poi lontano. Alle altre stelle e ai pianeti.
Grazie.

martedì 13 aprile 2010

Stringi di più

E per farmi la coda, sul treno,
dopo che i capelli avevano assaggiato il gusto del vento, della pioggia e del sole,
ho usato il tuo elastico.
Ma nemmeno quella lega più.